Il clown non e' una tecnica, e' uno stato fisico, un approccio alla vita scenica che si basa sulla sensibilita' infantile che ognuno di noi ha. Il clown non e' codificabile: non cammina in un certo modo, non piange in un altro e non e' un "personaggio comico". Accettarlo significa prendersi la liberta' di essere "se stessi" e senza pudore farne ridere gli altri mostrandosi per quello che realmente siamo: impreparati esseri umani. Lavorare sul clown equivale a compiere un viaggio alla ricerca di quel personalissimo "modo" che ognuno di noi ha, di essere comico, poetico,sensibilmente virtuoso. (Alessio Targioni)